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tes. roberta

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Sono una bella tipa...pazza..ma sincera.. Ci sono persone che sanno tutto ,e purtroppo è tutto quello che sanno!OSCAR WILDE
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Wildwoman's Space

UNSPOILT

:D

UN dedica speciale per una persona ancor piu speciale che sta al mio fianco...mamma ti voglio bene:D 

MAhh"

Dopo parecchio tempo, ritorno a scrivere, non so se per necessità o svago. Sono qui punto.
E' passato il mio compleanno anche quest'anno e sembra che il 2008 sia leggermente diverso dal 2007.
Nella mia vita sono entrate due personcine davvero uniche che riempiono la mia testa di ricordi a forma di sorrisi, un thank a Ila e Ale le mie Charlie's Angels:D
Ci sarebbe anche una terza persona che ha fatto in modo che il mio 2008 incominciasse bene, ma preferisco tenermi il suo nome scritto su un vetro appannato. E' un periodo che mi mette a dura prova, ma che riesco a superare perchè oramai ho la corteccia bella forte ed è difficile farmi del male sul serio.
La mia piccola nuvola cresce ogni giorno è sempre piu bella e mamma, bè ke dire, ogni momento è buono per sparare cazzate a raffica e ridere:) il che non può che farmi stare tranquilla. IL fatto che all'esterno si cerchi di minare la mia allegria mi fa un baffo, chi ama mi segua..
Dopo domani parto per torino, vado a svagare il cervello. Kissà ke al mio ritorno cambi qualcosa, io la buona volontà ce l'ho messa adesso tocca a qualcun altro...
I'll Be Waiting.. RO
 

Grande MiNa

 

 

Quando ridi di rado

Francesco Verso - 24.12.2005

QUANDO RIDI DI RADO

Mi piaci le volte in cui ti sento ridere di rado

Anche se la gioia limpida fa capolino di lontano

Riflessa come un filo argentato e portata sull'acqua

Increspata di cui capisci il susseguirsi dell'onda

Avvolta e protetta dall'ombra notturna

Se m'avvelenerai l'anima con forme tonde

O m'incendierai i pensieri con voglie feconde

Se annegherai me stesso nell'oscurità accecante d'uno spiraglio

Ti conserverò come l'antidoto che vale mille notti insonni

Incombusto sarò un fuoco che non consuma ma eleva

Nella bocca e negli spazi che accoglieranno le cangianti pene

Arriverò a credere a Maria che trattiene e sostiene

Fiore

Può un albero definirsi tale quando non ha più nè frutti nè foglie??
Chiudo gli occhi e penso che sia bene non guardarsi alle spalle..rischierei solo di inciampare di nuovo.
E' sbagliato credere che qualcosa cambi? O è più sbagliato pensare il contrario?
La vita alla fine che cos'è?Svegliarsi compiere azioni e tenersi in buona salute, cercare qualcosa che renda felici x un attimo o è molto di più?
Quando si è giovani si ripongono speranze in tutto, si crede in tanto.Poi a poco a poco gli occhi si abituano a ciò che si ha intorno, la realtà prende il sopravvento e ci si rende conto che i sogni sono troppo umili x incontrare il resto che ti si sbatte in faccia. SI è codardi se si pensa una cosa del genere? O si è semplicemente dotati di senso pratico?
Qual è il vero momento in cui un essere umano può dirsi cresciuto o maturo? E quando si ha questa consapevolezza cosa si dovrebbe fare?
Sono solo pensieri che non servono a nessuno i miei?...Ho scoperto una cosa..a volte il mio cervello si gira al contrario..
Ho l'impressione di vedermi dall'esterno...Chi sono? Che espressione ho, quali sono gli atteggiamenti che urtano o che attraggono? Una donna può sentirsi tale nonostante si guardi allo specchio e non si riconosca..?
 
SOno in vena di domande dopo che ho passato due giorni di completa riflessione e dopo stasera che ho visionato il film "memorie di una gheisha".
Il film mi ha aperto il cuore oltre che la mente insieme, cosa che non avveniva da moltissimo tempo. Ho gradito davvero tanto il finale , era quello che mi aspettavo, forse perchè è il finale che desidererei x me.
                                               
La sofferenza apre molte  porte ma ne chiude altre.
Posso plasmare una Roberta che non possiede più quel nome e vive in maniera totalmente diversa in un qualche mondo diverso da questo?
Cos'è che tanto non digerisco? Cos'è che mi fa essere alla ricerca di un vertice?
La non accetazione di un qualcosa che non si conosce è ancor peggio della non accetazione di un conosciuto.
Il bello della semplicità talvolta mi porta ad essere felice agli occhi delle persone, mi fa vedere come una specie di fiore che non appassisce mai perchè fa vedere sempre i suoi petali più intatti.
E' quando la stragrande maggioranza delle persone volta le spalle che quei petali nascosti vengono fuori, è il momento in cui qualcuno li scopre che il fiore ha la consapevolezza di essere tale.
Ho reso l'idea o come al solito sono ermetica al punto da voler lasciare il mio scritto e leggere altro? Non so neanche io perchè rendo partecipi tanti di voi ai miei pensieri, oltre che egocentrica potrei risultare noiosa e poco originale, ma in fin dei conti la tecnologia aiuta un po tutti a liberare un lato nascosto.
Penso che, andrò a dormire un po mi sono sfogata, spero di liberarmi da questo peso continuo, anche io, per un momento, vorrei fare come dice di fare una persona "_DISTACCARMI DAL MONDO_"                                                                                        Rò
 
 

Due palle

Continuo a guardare la tastiera, con la speranza che mi vengano le parole giuste per esprimermi. Ho provato a chiudere un occhio, a volte due...ma da quel giorno non sono più la stessa.
L'anno scorso pensavo che non sarei sopravvissuta ad altri mesi senza di te. E invece eccomi qui a combattere con uomini inutili che non hanno nulla a che fare con te, con il rapporto che avevamo costruito.
Sono sola, alla ricerca di emozioni che passano. Ho 20 anni e allora? Dovrei ridere sempre solo x questo? forse si forse no...Sono stanca di sentire le solite cose, di sguazzare nella banalità.
Vorrei prendere un aereo e scomparire. Andare via lontano lontano via da tutto e da tutti, per non sopportare più questo peso che ho sullo stomaco. Ma non è fuggendo che le cose cambiano. Affronto questa tristezza e vado avanti. Forse un giorno potrò dire di essere serena...
Do un bacio alla mia mammina che mi è sempre vicina, alla mia amiketta MIro e...preferisco non commentare l'atteggiamento di certa gente immatura
RO

un pò di leggerezza ogni tanto:)

"Non voglio fare soldi, voglio solo essere meravigliosa." 

 Marilyn Monroe

ù

 

fugace sfogo

 HAi presente quella passione ke non riesci a controllare?
Quella tensione nelle tempie nelle mani, il cuore all'impazzata...
Ripeti nella tua testa: è solo passione è solo passione non è nient'altro...
E poi ti ritrovi puntualmente a dare spiegazioni.
Io non voglio più dare spiegazioni a nessuno, vorrei vivere in pace le mie emozioni benkè svaniscano in un lampo, come dico io. Voglio potermi esprimere quando qualcosa mi piace, senza stare attenta ai termini. Senza più paure ke frenano.
Perchè ci freniamo tutti così? EKKEKAVOLO LA VITA E' UNA!
PS Sono leggermente sull'incazzato andante perkè c'è una persona ke nn si è accorta cosa si sta perdendo! Evidentemente parlo ostrogoto, o troppo bene l'italiano besitos
 
 
 

tempesta creativa

Ma è il pennarello ke è senza tappo, o il tappo ke è senza pennarello?
Forse è vero quel punto sul foglio posso essere io, come puoi esserlo tu, ma tutto sta sbiadendo...
Consiglio a tutti la visione del film Me, You and everyone...al momento è entrato nella top ten dei miei film preferiti-
Voglio anke io un paradosso nella mia vita: voglio svegliarmial contrario e dire wow sono comoda e felice.
Vorrei anke io stare su quel punto del soffitto, senza gravità.
 
Mi sento un oggetto di quelli ke si vendono nei mercatini dell'usato, e ki dice ke sia una cosa negativa così come ki dice ke lo sia positiva.
 
TU hai una vaga idea di cosa significhi trovarsi spiaccicati al muro dai ricordi? Probabilmente manco ti diverti più a essere essere umano. Io mi diverto? Io mi sciocco tutti o giorni, di quello ke riesco a ripetere mille volte, ai mille sguardi ke non fanno breccia nel mio cuore e alle sensazioni di vuoto. Mi fermo guardo attraverso il buco ke c'è al centro di ogni cd...kosa c'è dall'altra parte? Al momento sono in preda ad una tempesta creativa. Vi lascio per deliberare...
 

Paolo Rossi -ROmeo e Giulietta e LA raffinatezza barese

Fatevi 2 risate 
  
  

Solite cose

 "Aspettiamo di essere sfiorati da una stella che ci faccia dimenticare le cose ke un giorno  sembravano vere..."

 E se sono abbagli? Le cose a volte sembrano uguali.. ho la testa che mi scoppia, non riesco ad andare avanti
 tra un abbaglio e l'altro.
Voglio la mia stella.
Le parole sono così simili, così identiche, i volti incominciano a essere tutti uguali, ho bisogno di sfumature...
Sono le sfumature che rendono le persone interessanti.
Interessante.
Che aggettivo curioso, forse è più interessante la mia gatta ke non parla, ma manifesta i suoi pensieri con i movimenti, gli occhi, le zampe.
E' mai possibile, sentirsi privi di emozioni, così di colpo? E poi finire all'inferno in un secondo, insostenibile.
Ripiombare sulla terra nn è poi così facile ke tu sia stato in paradiso o all'inferno...ho provato entrambe le possibilità..
 
E' un equilibrio precario quello ke leggo sulla mia faccia quando mi guardo allo specchio. Implodo nel vuoto.
La vita è fatta di passioni effimere, e i giorni passano credendo ke esse siano lo sguardo puro di un bimbo.
Sarò diventatata anke io un pezzo di ghiaccio o come dice mimmo sto in un cubo di vetro?
Andiamo avanti...

ROBY

 
 
 

punti di vista:)

Vorreste dirmi ke nn è cosi'??

 

*dentro i miei vuoti*

Sono convinta che nella vita tutto abbia un senso. Qualcuno un giorno si sveglia e comincia a scrivere ciò ke accadrà al postino, al benzinaio, alla zingara, alla signora che esce alla solita ora tutti i giorni.
Ogni giorno è un nuovo giorno, anche se è difficile pensare che sia diverso quando ci va tutto storto.
Io sorrido più che posso perchè è l'unico mezzo che ho per liberarmi in mezzo agli altri, e così ho tante persone intorno a me sincere o meno ke siano, che, hanno sempre una parola per me.
Sembra banale quello che scrivo, ma io sono convinta che quello che vivo non lo sia. Il mio lavoro mi stanca, a volte arrivo la sera con i piedi gonfi e gli occhi ke si chiudono, ma nessuno di voi può capire la felicità ke ho nel cuore quando la gente che ho intorno ricambia la gentilezza, ricambia una battuta, quando i bimbi a un tuo sorriso rispondono con un altro ancora più  grande. E quando qualcuno si ricorda di TE.
Sapere che al mondo qualcuno mi pensa, mi stringe la mano con ammirazione, mi ringrazia per poco( in apparenza), mi fa sentire UNA DONNA.
A volte nei momenti di profonda tristezza avrei bisogno di un pozzo ke mi proietti sulla superficie dell'acqua tutti questi piccoli scorci di gioia.
Vorrei ricordarmi sempre dell'abbraccio di arianna la mattina, dell'"amore" della signora del box, del robertina di francy il calabrese, del " vuoi qualcosa" di carlo il palermitano, del sorrisone di Fabietto il matto, del "quanto sei bella" di Lallo, delle stronzate ke diciamo con anna, del "robertona sempre stupenda" di Daniele, del sorriso di Graziella sforzato ma più ke sincero, delle belle serate passate a coccolare nuvola e di tutti i volti belli e brutti ke vedo ogni giorno. In quest'ultima settimana ho avuto un pò di amarezza x diverse cose e tra queste ci sei ancora tu che non meriteresti di essere ancora nei miei pensieri.Ci sei tu con quello sguardo dolcissimo, quelle mani grandi, quella risata da togliere il respiro. Chissà se a volte la mia sofferenza sia servita a qualcuno, a me di certo ha fatto crescere.
In molto sono cambiata, e purtoppo de vo dire la verità, non riesco più a lasciarmi andare come vorrei.Presa una volta la scottatura non si riprende più...
ho letto una poesia tanto dolce, non vuole essere un modo per rattristirsi, ma, rispecchia quello in molti hanno provato o provano, la dedico a ki come me ha creduto tanto in qualcosa che ora non c'è più... Ma ...c'è un ma la vita va avanti, i ricordi stanno lì indelbili, ma noi cambiamo ci miglioriamo ci esauriamo diventiamo fugaci sospiri nel pensiero di un altro qualcuno...Siamo quel ke siamo uomini e donne potenti ed impotenti.
E Adesso vi lascio alla lettura di questa bellissima poesia di
Jacques Prévert (1900-1977)

LE FOGLIE MORTE

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com'era più bella la vita
E com'era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi...
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti

Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti

Com'era più bella la vita
e com'era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica...
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.

 
 

IO VI AMOOOO

 Linkin Park > Minutes To Midnight (2007) > What I've Done

 
In this farewell
There’s no blood
There’s no Alibi
‘Cause I’ve Drawn Regret
From the truth
Of a Thousand Lies

[Pre-Chorus:]
So let Mercy Come
And Wash Away
What I’ve Done

[Chorus:]
I'll face myself
To Cross out what I’ve Become
Erase Myself
And let Go of What I’ve done

Put to rest
What you Thought of Me
While I clean this Slate
With the Hands of Uncertainty

[Pre-Chorus]

[Chorus]

For What I’ve Done
I start again
And whatever pain may come
Today this ends
I’m Forgiving What I’ve Done!!!

[Chorus]

What I’ve Done
Forgiving What I’ve Done
 
Titolo Tradotto: Quel Che Ho Fatto

In questo addio
non c'è sangue
non ci sono alibi
perchè ho estratto il rimpianto
dalla verità di mille bugie
e così lascia che la pietà
arrivi e cancelli...

quel che ho fatto
affronterò me stesso
per tracciare una croce
su ciò che sono diventato
cancellare me stesso
e lasciar andare quel che ho fatto...

lascia perdere ciò che hai pensato di me
mentre io pulisco questa parete
con le mani dell'incertezza
quindi lascia che la pietà
arrivi e cancelli...

quel che ho fatto
affronterò me stesso
per tracciare una croce
su ciò che sono diventato
cancellare me stesso
e lasciar andare quel che ho fatto...

per quel che ho fatto
ricomincio da capo
e qualsiasi dolore possa mai venire
oggi questo finisce
sto perdonando quel che ho fatto...

affronterò me stesso
per tracciare una croce
su ciò che sono diventato
cancellare me stesso
e lasciar andare quel che ho fatto...

quel che ho fatto
quel che ho fatto
perdonando quel che ho fatto...

Leggete qui

SocialDesignZine img

Quando ho visto il marchio realizzato per rappresentare l'italia ho avuto le mie perplessità, e così mi sono documentata.

In realtà molti condividono i miei pensieri, e ho scoperto ke c'è stata anche una petizione leggete un po qui cosa scrivono i responsabili AIAP social designzine

 

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri.
Petizione

Chiusa la petizione.
Raggiunte 3.438 firme!


Al Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi
Al Ministro per i Beni e le Attività culturali Francesco Rutelli

Non vi sarà sfuggito, pur nelle difficoltà politiche del momento, come la presentazione e la diffusione on line del marchio-logotipo e dell’immagine del sistema turistico Italia abbia suscitato, nell’intera comunità nazionale degli addetti ai lavori, una grande delusione prima e un profondo malcontento poi.


Sul nostro blog SocialDesignZine edito dall’AIAP, l’associazione della grafica italiana, si sono rincorsi in questi giorni numerosissimi commenti, sberleffi, battute. Lo stesso è successo sugli altri blog dedicati, in Italia, alla progettazione visiva.

Si potrebbe pensare che la critica sia semplicemente una sorta di sindrome della ‘volpe e l’uva’ e dettata quindi da invidia stizzosa e malcelata per il fortunato vincitore.
Non è sicuramente così: ovunque si è sottolineata l’inadeguatezza del progetto vincente sia sul piano dei valori formali costitutivi, sul piano della progettazione, sul piano della competizione internazionale. Della mancanza di questi valori si è discusso, sui blog, con dovizia di citazioni, approfondimenti, argomentazioni e non solo con battutacce.

Il progetto vincente, in definitiva, sembra non rispondere in nulla a quella qualità cui la ‘cultura del progetto’ italiana aveva abituato nei decenni precedenti. Il monogramma it, e la sua declinazione, mancano dei requisiti fondamentali (per storia, cultura, riferimenti tipografici, iconici, progettuali), per diventare memorabile e quindi usabile. È un segno senza storia e quindi è facile prevedere un suo pronto abbandono. Non varrà nemmeno la pena di ricordare che lo slogan scelto (L’Italia lascia il segno) è copiato pari pari da Spain marks e Portugal marks, campagne analoghe di sostegno al turismo dei paesi iberici.

It mortifica inoltre una categoria intera che aspettava ben altri esiti da un concorso di tale importanza, anche se era non troppo difficile prevedere che l’esito finale – per tempi di elaborazione ristretti, selezione economica dei partecipanti, inadeguatezza culturale specifica della giuria – non sarebbe stato esaltante.

Inoltre in Italia la pratica concorsuale, per quello che riguarda la grafica (che è design, e come tale dovrebbe rappresentare parte del sistema paese e della sua qualità, e che almeno lo rappresenta nelle parole dei politici), spesso mortifica gli stessi professionisti e i cittadini. È sempre raro avere teorici o professionisti della comunicazione visiva (questa la dicitura in uso presso l'accademia, le università) nelle commissioni. Anzi, più il concorso ha rilievo, meno attenzione alla qualità del progetto viene dimostrata, per lo meno mediante accorgimenti che a livello internazionale sono di garanzia. Si fa chiaramente riferimento alle indicazioni dell'Icograda, l'internazionale delle associazioni di design, organo di riferimento e riconosciuto, meno che in Italia. Evidentemente.

Noi riteniamo che il riconoscimento del design, in termini pratici, significhi interpellare e coinvolgere chi il design lo pratica, chi del design ne fa attività di ricerca, chi del design cerca quotidianamente di diffonderne valori culturali e imprenditoriali.

Per giustificare la bontà di un prodotto grafico non basta una brillante presentazione del progetto, a posteriori, né la relazione di un copywriter astuto e attento. A noi perlomeno non basta. Alla comunità dei grafici italiani non basta. Pensiamo che ai cittadini non basti.

Vogliamo sperare, egregi signori, che possiate ripensare all’iniziativa.

Aiap, Associazione Italiana Progettazione Comunicazione Visiva
SocialDesignZine
Progetto Grafico
Ministero della grafica

 

ti voglio bene

Era giusto x ringraziare questo mio caro amico, non credo ke basterà un semplice grazie!!!ALE TI VOGLIO TANTO BENEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE.
SOno stata un pò assente in quel brutto periodo, ricordo ke mi sei stato vicino nonostante nn mi conoscessi bene, nonostante io avessi la lacrimuccia facile.
Allora non diedi troppa importanza a quello ke scrivesti sul tuo blog, ma adesso, ci tengo che tutti sappiano ke bella persona sei..un bacio immenso ROBY

Dedicato ad una persona Speciale!! ( Roby)

Scriverò nei miei sogni, il tuo nome per non dimenticarlo neanche tra le braccia di Morfeo.
lo urlerò al cielo e alle stelle.
Lo inciderò su una roccia,
cosicchè rimanga impresso alla terra.
Lo disegnerò, sulla riva del mare,
così un'onda lo porterà con se e lo farà arrivare in posti lontani.
E così ogni cosa parlerà di te... ALEX

cazzeggio momentaneo

Ebbene, mentre attendo ke le canzoni si scarichino, ke alessio finisca di docciarsi e torni al pc o mac?bo vabè...mentre alex sta delirando e nuvola rompe i maroni...scrivo qualke cosa x passare il tempo.
Ho un sonno allucinante e sn veramente stanca. Sono giorni molto intensi ho un esame il 2 e devo lavorare praticamente sempre, ho paura di non riuscire a terminare il materiale di consegna ma vabè tiriamo avanti
La cosa fondamentale è ke sono serena, ho avuto un momento no sabato, ma superato brillantemente:)..Vado avanti in balìa del bordello ke ho da fare, spero di uscirne viva ma l'importante è ke io mi senta tale:)
u maronn nuvola nn mi fa scrivere mi fa continui agguati e io sn in preda alla disperazione
Claudietto è partito per ischia beato lui, e io devo vedè quest'acqua terrificante, falconara al rogo! Ho voja di partire anke io!!!!!!kissà quando avverrà questo miracolo!SOno aperte le offerte: offrite pure:)
Oi ho scoperto sto sito ke propone quiz sull'arte io ci passo le ore se volete cimentarvi pure voi cliccate qui http://www.artonline.it/games.asp
a prestoooooo
 
 

il linguaggio delle cose

Consiglio a kiunque di leggere questo brano ke io ho studiato accuratamente, è veramente interessante e utile a capire il linguaggio delle cose i suoi processi e le relative connessioni, non è troppo pesante, fa riflettere. Concedetevi un momento di libertà mentale con l'aria della cultura di PIER PAOLO PASOLINI dal suo libro pubblicato postumo LETTERE LUTERANE del 1975

Paragrafo sesto: impotenza contro il linguaggio pedagogico delle cose

Niente come fare un film costringe a guardare le cose. Lo sguardo di un letterato su un paesaggio, campestre o urbano, può escludere un'infinità di cose, ritagliando dal loro insieme solo quelle che emozionano o servono. Lo sguardo di un regista - su quello stesso paesaggio - non può invece non prendere coscienza — quasi elencandole — di tutte le cose che vi si trovano. Infatti mentre in un letterato le cose sono destinate a divenire parole, cioè simboli nell’espressione di un regista le cose restano cose: i «segni» del sistema verbale sono dunque simbolici e convenzionali, mentre i «segni» del sistema cinematografico sono appunto le cose stesse, nella loro materialità e nella loro realtà. Esse divengono, è vero, «segni», ma sono i «segni», per così dire viventi, di se stesse. Tutto ciò fa parte di una scienza, la semiologia, che tu, Gennariello, non puoi non conoscere almeno di nome, e nella sua significazione almeno divulgativa, se vuoi seguire i miei discorsi: specie questo sul linguaggio primo delle cose e sulla loro conseguente prevaricazione pedagogica. Dunque se fossi andato nello Yemen in quanto letterato, sarei tornato con un'idea dello Yemen completamente diversa da quella che ho essendoci andato in quanto regista. Non so quale delle due sia la più vera. In quanto letterato sarei tornato con l'idea - esaltante e statica - di un paese cristallizzato in una situazione storica medievale: con alte e strette case rosse, lavorate di fregi bianchi come in una rozza oreficeria, ammassate in mezzo a un deserto fumigante e cosi limpido da scalfire la cornea: e qua e là vallette con villaggi, che ripetono esattamente la forma architettonica della città, tra sparuti orti a terrazza, di grano, di orzo, di piccole viti. In quanto regista ho visto invece, in mezzo a tutto questo, la presenza «espressiva», orribile, della modernità: una lebbra di pali della luce piantati caoticamente - casupole di cemento e bandone costruite senza senso là dove un tempo c'erano le mura della città — edifici pubblici in uno stile Novecento arabo spaventoso, eccetera. E naturalmente i miei occhi hanno dovuto posarsi anche su altre cose, più piccole o addirittura infime: oggetti di plastica, scatolame, scarpe e manufatti di cotone miserabili, pere in scatola (provenienti dalla Cina), radioline. Ho visto insomma la coesistenza di due mondi semanticamente diversi, uniti in un solo e babelico sistema espressivo. Naturalmente il contingente moderno di tale sistema linguistico, a me si presentava come aberrante e degradante. Lo era oggettivamente - a dire il vero -appunto perché era miserabile; dichiarava senza riserve o ritegni il suo sfacciato fine speculativo. Lo Yemen non è ancora che un piccolo, anzi infimo, mercato per le industrie occidentali. Quindi è disprezzato e oggettivamente ridicolizzato. Il suo sfacelo pare naturale. Il fatto che esso richiede un'abiura da parte degli yemeniti pare agli speculatori tedeschi e italiani qualcosa di perfettamente naturale: gli yemeniti devono essere del tutto consenzienti a proposito del loro genocidio: culturale e fisico, anche se non necessariamente  mortale, come nei lager. Ma torniamo alle cose. Il linguaggio delle cose nuove, che nello Yemen — e nella mia infanzia - è un balbettio, per te, Gennariello, è divenuto un discorso articolato, logico e normale. Anche se qualcosa ancora te ne separa, essendo tu napoletano. Non voglio coinvolgerti nel mio peccato estetico. La muta dei moralisti ti stia lontana, con quelle sue accuse che le salgono su dai testicoli del resto repellenti (non certo come i tuoi, di giovinetto, o i miei, che non li confondo con lo spirito prevaricatore e volgare della Legge). Il mio estetismo è inscindibile dalla mia cultura. Perché mancare la mia cultura di un suo elemento anche se spurio, magari, e superfluo? Esso completa uri tutto: e non ho scrupoli a dirlo perché proprio in questi ultimi anni mi son convinto che la povertà e l'arretratezza non sono affatto il male peggiore. Su questo ci eravamo tutti sbagliati. Le cose moderne introdotte dal capitalismo nello Yemen, oltre ad aver reso gli yemeniti fisicamente dei pagliacci, li hanno resi anche molto più infelici. L'Imam (il re cacciato) era orrendo, ma il consumismo micragnoso che l'ha sostituito non lo è di meno. Ciò mi da il diritto a non vergognarmi del mio «sentimento del bello». Un uomo di cultura, caro Gennariello, non può essere che estremamente anticipato o estremamente ritardato (o magari tutte e due le cose insieme, com'è il mio caso). Quindi è lui che va ascoltato: perché nella sua attualità, nel suo farsi immediato, cioè nel suo presente, la realtà non possiede che il linguaggio delle cose, e non può essere che vissuta. Il punto è questo: la mia cultura (coi suoi estetismi) mi pone in un atteggiamento critico rispetto alle «cose» moderne intese come segni linguistici. La tua cultura, invece, ti fa accettare quelle cose moderne come naturali, e ascoltare il loro insegnamento come assoluto. Io potrò cercar di scalfire, o almeno mettere in dubbio, ciò che ti insegnano genitori, maestri, televisioni, giornali, e soprattutto ragazzi tuoi coetanei. Ma sono assolutamente impotente contro ciò che ti hanno insegnato e ti insegnano le cose. Il loro linguaggio è inarticolato e rigido è lo spirito del tuo apprendimento e delle tue opinioni non verbali che in te, attraverso quell’apprendimento, si sono formate. Su questo siamo due estranei, che nulla può avvicinare. 17 aprile 1975.

aria

Artista: Dream Theater
Titolo: Take The Time
Titolo Tradotto: Non Lasciar Fuggire Il Tempo

Permettimi solo di riprendere fiato
Io ho sentito le promesse
Io ho visto gli errori
Io ho avuto la mia parte di cambiamenti difficili
Io ho bisogno di una voce nuova, una nuova legge, un modo nuovo
Per non lasciar fuggire il tempo, rivalutandolo
È ora di raccogliere i pezzi,
È ora di pareggiare
Io penso che è ora per un cambiamento

C'è qualche cosa che io sento
Esser qualche cosa che è vero
Io sento l’impeto all'interno della mia mente
Ed ingannevoli sfide nuove coi miei occhi
Dando liberamente promesse devianti
Io foggerò una condizione con decisioni
Io non voglio sprecare fiato

Tu puoi sentire le onde che stanno arrivando
(È ora di non lasciar fuggire il tempo)
Lascia che esse ti distruggano o ti portino
(È ora di non lasciar fuggire il tempo)
Tu stai lottando contro il peso del mondo
Ma nessuno può salvarti questa volta
Chiudi i tuoi occhi
Tu puoi trovare tutto ciò di cui hai bisogno nella tua mente

Lo spirito indomito
Oscurato ed inquieto
Trova più chiare queste esigenze di prova
Ed alla fine di questi sospiri di giorno un sollievo ansioso
Per le fortunate bugie ancora nelle sue mani


Se c'è una paura malinconica, un anno rovinato
Un uomo deve imparare ad affrontarle
Se la sua ossessione è vera,
La repressione che lui sente devono cambiare in speranza

La vita non è più sicura dell’amore
(È ora di non lasciar fuggire il tempo)
Ma nessuno può salvarti questa volta
Chiudi i tuoi occhi
Tu puoi trovare tutto ciò di cui hai bisogno nella tua mente

Io chiudo i miei occhi
E sento l’acqua salire attorno a me
Affogo nel battito del tempo
Lascio che i miei sensi precipitino via
Io ora posso vedere molto meglio, io sono cieco

Trova tutto ciò di cui hai bisogno nella tua mente
Se riesci a non far fuggire il tempo


 


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